Perché questa due giorni

L'abitare oggi

In Italia, la casa non è soltanto un bene materiale: è il luogo dove si intrecciano identità, relazioni e progettualità personale. Tuttavia, l’accesso a questo bene fondamentale è oggi sempre più difficile per un numero sempre più alto di persone.

Le difficoltà di accesso a un alloggio coinvolgono un numero crescente di persone: famiglie monogenitoriali, coppie giovani, persone con background migratorio, lavoratori e lavoratrici con redditi medio-bassi.

Le barriere economiche, la scarsità di alloggi a canone calmierato e l’aumento dei costi energetici aggravano una situazione già critica.

Questo scenario mette in luce un bisogno urgente: ripensare il sistema abitativo in un’ottica di risposta a un bisogno sociale, con un approccio capace di integrare sostenibilità e impatto sociale positivo.

Un po’ di numeri sul fenomeno

40%

Il reddito che le persone destinano all’affitto in molte città italiane.

40.158

le sentenze di sfratto emesse in Italia nel 2024 (+1,99% rispetto al 2023).

6,1%

Chi vive in condizioni di deprivazione abitativa in Italia.

237

Gli sfratti registrati nel 2024 a Ravenna (+11,27% sul 2023).

Perché una due giorni sull'abitare

Per costruire una visione condivisa sull’abitare di oggi e di domani, mettendo in relazione esperti ed esperte del settore, istituzioni, amministrazioni pubbliche, cooperative, università, imprese, investitori a impatto, cittadini e cittadine per sviluppare strategie condivise e strumenti concreti.

Rispondere alle sfide dell’abitare vuol dire occuparsi della coesione sociale, dello sviluppo sostenibile e dell’inclusione nelle comunità.

 

Obiettivi

Approfondire le trasformazioni in atto sui temi dell’abitare in Italia e in Europa.

Condividere pratiche e politiche che possano potenziare l’accesso alla casa per tutti e tutte, con particolare attenzione alle fasce più fragili.

Contribuire alla definizione di una strategia replicabile in altri contesti e regioni, capace di generare impatti misurabili e duraturi.

Rafforzare la collaborazione tra pubblico, privato sociale e terzo settore, valorizzando strumenti come co-programmazione, co-progettazione e amministrazione condivisa.

Promuovere un cambio di paradigma: dall’intervento emergenziale alla costruzione di un’economia sociale che investa sulla comunità e sul territorio.